giovedì 14 aprile 2011

Metallica contro Megadeth? Non proprio. Parla Lars Ulrich



Nuova puntata dell'eterna telenovela che vede protagonisti i Metallica e l'ex membro fondatore Dave Mustaine, frontman dei Megadeth. In un numero speciale di Revolver dedicato ai Big Four del thrash metal, Lars Ulrich è tornato a parlare del burrascoso rapporto con il chitarrista, aggiungendo tasselli interessanti al mosaico e spiegando gli alti e bassi che si sono succeduti negli anni: "E' stato tutto altalentante per molto tempo. Abbiamo suonato un po' di concerti coi Megadeth nel 1993, alla fine del tour del 'Black album', in Europa, ed eravamo ridiventati molto amici. Poi ci siamo ritrovati nel 1999 in Inghilterra. [...] Il momento di gelo più assoluto è stato dopo l'usctia del documentario 'Some kind of monster', per via di quella scena di cui non parleremo. Dopo quello non ci siamo visti e sentiti per quattro o cinque anni". Ulrich parla della frazione in cui lui e Mustaine vengono fatti incontrare in un hotel di San Francisco, con la mediazione dello psicoterapeuta dei Metallica, Phil Towles.
Secondo il batterista, poi, il conflitto tra i Metallica e Mustaine è stato ampiamente gonfiato dai giornalisti: "A parte qualche episodio, durante tutti gli anni Novanta ci siamo visti molto e frequentati. Era tutto ok, semplicemente seguivamo strade parallele. La stampa ha montato un caso Metallica contro Megadeth, ma poi io e Dave ci vedevamo, quasi facendo le cose di nascosto... era bizzarro. A volte pensavi: 'Aspetta un secondo, non mi dovrebe piacere essere qui con questo tizio, perché l'ho letto nel nuovo numero di Kerrang!'".
In una sorta di benevolo contrappasso, poi, sembra che nella famiglia di Ulrich ci sia un grande estimatore di Mustaine: "Myles, il mio figlio più grande, è un fanatico dei Megadeth. Qualche anno fa, quando lo accompagnavo a scuola ogni mattina, c'è stato un momento in cui ascoltavamo tantissimo i Megadeth. Il suo pezzo preferito era 'Hook in mouth'. Quindi c'è stato un momento, tre o quattro anni fa, in cui mi alzavo, preparavo i miei figli per la scuola, entravo in macchina alle 7:40 e ci sparavamo a tutto volume 'Hook in mouth' lungo il tragitto. Chi l'avrebbe detto, 15 anni prima".

Da Rockol

Alby

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